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Flusso di Goccia.

Pagina bianca. Emozioni che si aggrovigliano. Vorrei scrivere e scrivere e scrivere. E poi vorrei leggere e leggere e leggere. Tutto. Pensieri che hanno attraversato le menti ed i cuori di voi al di là dello schermo come mi piace chiamare questa realtà virtuale di cui non avrei mai creduto di far parte. Invece ci sono anche io. Ci sono. Anche io. Io. Piccola goccia che a volte resta intrappolata. Ma poi scorre. Sempre scorre. Per forza scorre. Scrivere e scrivere e scrivere. Scrivere di tre mesi di lontananza da una scatola inanimata eppure tanto viva. Scrivere di tre mesi di battiti, di respiri, di vita. Scrivere di tre mesi che sono scorsi, andati, passati. Goccia che scorre. Scorre e va via. Scorre e rimane sempre. E ogni volta mi sembra di cambiare ma resto sempre la stessa. E mi piace. Maledettamente. Goccia triste, Goccia felice, Goccia strana. Sempre Io. 
 
E vorrei raccontare e raccontare e raccontare. Il matrimonio del mio amico splendido come un principe. E’ stato bello esserci anche se avrei voluto abbracciarlo e stringerlo forte mentre mi son sentita legata e non è da me. E poi il fiammifero dagli occhi verdi che ancora brucia e non si spegne nonostante io abbia allontanato con cura ogni oggetto facilmente infiammabile. E la mia amica che finalmente è felice e se lo merita totalmente e sono così contenta che salterei dalla gioia. Scrivere Descrivere Raccontare. Ma le emozioni non si raccontano. Non si descrivono. Si scrivono? E intanto Goccia scorre in questo flusso di pensieri senza meta, senza ordine, senza perché. 

                                                                                                                                           
                


                         E le emozioni non si possono tradurre. Si vivono. 




Gocciadime.
 

Pubblicato il 4/7/2008 alle 15.40 nella rubrica Diario.

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