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Nothing.

Mani sulla tastiera e dita che si rincorrono.
Son più veloci loro - stavolta - dei miei pensieri.
Mente sopita.
Offuscata.
Come stai? Mi chiedono.
Bene. Rispondo.
Assurda verità.
Tutto intorno a me ora ha i contorni un po’ sfumati.
C’è poca luce dentro.
Cos’è successo?
Niente.
Cerco un interruttore.
Annaspo. Non lo trovo.
Non sopporto la penombra.
Come potrei?
Io che non conosco mezze misure, io che amo sempre i due opposti e con la stessa intensità, io che amo il sole che mi abbraccia con i suoi raggi ed il buio della notte che mi permette brillare.
Sempre io.
Io che a volte è meglio il niente al poco.
O tutto o niente o bianco o nero o sempre o basta .
Perché la mediocrità non la tollero.
Ma...
Quante volte chi si accontenta gode.
Quante volte la mia vita si è tinta di fucsia.
Quante volte ogni tanto fa bene.
Cos’è successo?
Ancora niente.
Nothing.
E allora cerco ancora l’interruttore.
Questa volta lo trovo.
Ed un fascio di luce prepotentemente mi inonda mente e cuore.
Si accende un neon fluorescente ad intermittenza. E’ una scritta ma non riesco a decifrarla.
Respiro affannosa con l’ansia di un bambino che non sa leggere ed ha fretta d’imparare.
Mi avvicino. Ormai non ho paura. 

                       


Ma è sempre il solito niente. 



Gocciadime.

Pubblicato il 6/3/2008 alle 18.29 nella rubrica Gocce di me.

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