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Si può arginare il mare?

Testa tra le mani e gomiti sulle ginocchia accese il suo cellulare rosa antico.
Si illuminò di una soffice luce azzurra. Sorridi e la vita ti sorride fu il messaggio di benvenuto che comparse prepotentemente sul display. Sorrise. Ma questa volta la vita non sembrò risponderle all’ istante.

E chiuse a chiave gli occhi come un cassetto segreto. Occhi che avevano imprigionato ogni istante di lui. Ogni sorriso, ogni sguardo, ogni abbraccio.
Travolta da un fiammifero dagli occhi verdi, provava a resistere. Lottava. Ma era come arginare il mare. Strinse forte il suo pensiero tra le dita, e sentì il suo respiro caldo riecheggiarle tra le vertebre.
Puoi sbucciarmi il cuore quanto vuoi, strato dopo strato, ma non spaventarti se colano  sorrisi e sangue asciutto se solo lui mi sfiora la mente e mi accarezza il cuore. Pensava.

Ma lui - il suo lui - non può capire.  Non riesce a leggerle dentro. Ci prova.  La guarda, la scruta. E’ sempre lei. La ragazzina che ha conosciuto tanti anni fa. Sempre lei. Eppure tanto diversa. Acqua che scorre sempre nello stesso verso e  che appare sempre la stessa ma se ci pensi un attimo sai bene che mentre la osservi è già scorsa via.


            


Ed intanto il freddo scendeva. Anestetico naturale. Gelava le arterie ma non il cuore.
E pianse. Pianse come non aveva fatto ancora, con la voce rotta che riproduceva un lamento intraducibile. Pianse perché aveva fallito. Perché arginare il mare non si può. Perché le onde a volte non si lasciano cavalcare. Nascono, s’increspano e muoiono.

Ed incominciò a sentire forte dentro sè  questo mal di (a)mare.



Gocciadime. 





                                Auguro a tutti voi un 2008 speciale.
                          Ricco di amore, di serenità, di pace interiore. 
             

Pubblicato il 29/12/2007 alle 16.11 nella rubrica Gocce di me.

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