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Soffi di un istante.

Parole ordinate e vuote giocano al massacro con pensieri sparsi centrifugati.
Li sento intrecciarsi, scorrermi dentro, accartocciarsi come foglie d’autunno.
Resto immobile eppure corro su di loro.  Sento che scricchiolano. 
Il silenzio muore.


Mi perdo nuotando nell’ aria di carta e tastiera mentre candele quasi spente da un vento impalpabile come il respiro di un angelo mi illuminano mani e viso, ma non riscaldano pelle e nervi .
Nervi che suonano una melodia di note stordite ed indolenzite. Pelle traforata da mille piccoli aculei. Li sento pungere, bucarmi. Non sono sopra  la pelle. Li sento trapassare, trivellarmi. Sono sotto  la pelle. 



Ed intanto mi sporco di stelle e deliri, di favole e magie ma il mio cuore gonfio non smette di mescolare la realtà ai sogni. Perché i domani sono sempre pieni di ieri. Ma oggi no. Oggi non ce la faccio. Oggi voglio nascondermi nel giardino di corallo in cui né squali né delfini possono raggiungermi. Oggi voglio catturare solo soffi che durano un istante. 





                 
                


Gocciadime.  

Pubblicato il 18/12/2007 alle 13.50 nella rubrica Gocce di me.

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