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Via Don Luigi Sturzo, 2

Dei miei incontri in Via Don Luigi Sturzo ve ne ho parlato in uno dei miei primi post.
Ci vedevamo ogni lunedì, in un orario tranquillo. All’inizio ero un po’ tesa ed impaurita, ma riusciva sempre a mettermi a mio agio. Quell’ appartamento lussuoso al primo piano in poco tempo era diventato l’habitat naturale di un qualsiasi animale in libertà.
Così volevo essere: senza gabbie, catene o recinzioni.

Come da prassi mi sorrideva e accendeva lo stereo. Fu così anche l’ultima volta.
Le casse riproducevano una musica dolce che le mie orecchie non avevano mai ascoltato.
- E’ Ludovico Einaudi… lo conosci? - mi domanda.
- Certo -  mento spudoratamente.
E l’atmosfera intanto si preparava.
- Cosa hai fatto di bello durante la settimana? - mi chiede.
- Ma che t’importa, veniamo al sodo - pensavo dentro me.
Erano solo convenevoli, nessuno di noi ne aveva realmente bisogno.
- Sdraiati pure - mi dice. 
Ed io lo faccio quasi obbedendo ad una forza soprannaturale mentre intanto mi maledico per non avere afferrato la cornetta inventando una scusa per non essere lì in quell’ istante.

Il momento è arrivato lo so.
 Si avvicina. Sento il suo fiato sul mio, i suoi occhi mare sui miei castagna.
Afferra il suo duro arnese. Sono pronta. La mia bocca si prepara per riceverlo. E’ a due millimetri da me, ma si arresta. Mi guarda. Fa qualche passo indietro, apre un cassetto ed afferra una piccola confezione. Me la mostra.
- Tu lo usi, vero?
- Certo -  Sto mentendo, di nuovo. Se ne accorge.
- Sei sicura? - insiste.  
Io quasi balbetto… - no, cioè, è che io ... - La verità è che non l’avevo mai usato. Non seriamente, almeno.
- Devi usarlo, non sottovalutare la sua importanza… -  
- Sì, lo so lo so, sono un’ incosciente - ammetto - E’ che mi da un fastidio… -
- Prevenire è meglio che curare, lo sai bene. E poi ora li fanno aromatizzati in tanti gusti - rincara la dose. 
Arrossisco, come una bimba colta in flagrante mentre ruba una caramella.
- No, ti spiego, è che non ho neanche molta confidenza, non so bene come si usa… - Tento di giustificarmi .
Sorride. Ed abile e sapiente come un vecchio maestro mi spiega. Dolce, con calma. 

Sarà scontato come un vestito di due collezioni fa ma da quel giorno non riesco a farne a meno.
Lo uso sempre. Tutti i giorni. Almeno tre volte al giorno. Giuro.
Ma come ho fatto tutti questi anni senza il mio filo interdentale???
A proposito… il mio preferito è al gusto menta.



 (*vedi 
Via Don Luigi Sturzo  *)

Pubblicato il 10/12/2007 alle 9.55 nella rubrica Diario.

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