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Gocciadime
Intrecci di Pensieri e Parole
24 agosto 2009
Quando tutte le parole sai che non ti servon più.
 
Succede. Succede che d’un tratto le parole cessano di rappresentare la tua arma contro il mondo.
E’ successo anche a me, contro ogni mia aspettativa. Mi sentivo forte ed invincibile nascosta dietro questo muro fucsia di pensieri e parole. E poi cos’è successo? Pensieri troppo confusi non ce l’hanno fatta più ad aggrovigliarsi alle mie parole. Son caduti.

Ma ci sono ancora io. Sempre la stessa. E ciò mi spaventa.
E c’è ancora lei, la mia amica di sempre. Ma non è più la stessa. E mi spaventa di più.

Mi dice Ale, la tua piccola non c’è più… non ho più un sogno, non potrò più offrirti giornate spensierate. Accettami così. Amando si può.
Ed io invece di darle forza mi sento male all’idea. Che forza lei ne ha da vendere. Che tra le due io son sempre stata la più fragile.
Mi dice Ale tu hai tutto, hai una vita fatta di piccole e semplici cose. Non lamentarti, saresti un’ingrata.
Ed io mi sento irriconoscente, perché dentro me le cose sono sempre grandi e complesse. E non sono mai cambiate. Ed io non riesco ad essere migliore.
Io. Sempre Io. Sempre la stessa.

E le parole a volte - proprio no - non servono.



Gocciadime.



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24 novembre 2008
Goccia ingarbugliata

Stavo quasi per mollare. Credevo di dover rinunciare ormai a questa finestra virtuale maledettamente fucsia. Mi stavo arrendendo, lo ammetto.
Ma non ho mai mollato la presa troppo facilmente. Mai.
Sarà che oggi avevo un bisogno urgente di scrivere perchè ho dentro un malessere che non riesco ad afferrare e per miracolo riesco a postare, dopo tanto.
Ed inizio a perdermi in pensieri e parole come al mio solito. Succede che a volte non riesco a stabilire una linea di confine tra ciò che dico, scrivo o penso. Non ci riesco.
Nel blog come nella vita, del resto. E sarà questo alla base dei miei continui e confusi stati d'animo che assumono forme e colori diversi , ma poi fondamentalmente rimangono gli stessi. 
E mi son già trovata in questa situazione altre mille volte, con altri mille volti. Ma l'esperienza mi deride, si prende gioco di me. Non faccio mai tesoro degli "errori" perchè forse non li ho mai considerati realmente tali. 
Risulto abbastanza confusa e mi spiace tornare dopo tanto e non riuscire ad esternare meglio i miei ingarbugliamenti interni. Forse ho solo paura di trovare il bandolo della matassa. 

Gocciadime.
 




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25 settembre 2008
Sì, lo voglio.

  

 

Cerco di tastare lo schermo     

per mandarvi un grande abbraccio...


A tutti Voi.

                                                               *Grazie del calore*

Torno ad aggiornare a metà ottobre.


Gocciadime.

                                                                                                          




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14 agosto 2008
Sera d’agosto e pensieri.
Pensieri sciolti in questa sera d’agosto.
Provo a dare loro un ordine logico. Li estrapolo con cura dal mio encefalo, li assesto, li organizzo. Provo ad inseguirli ma sono abili a dileguarsi. Si ribellano, si attorcigliano, si disperdono. Fallisco. E li rincorro così.
Spettinati e disordinati. Raggianti e amareggiati. Colorati e stinti.
Pensieri blu serenità se penso alla mia dolce amica e vorrei fosse qui vicino per poterle ripetere “te l’avevo detto di non smettere di crederci”.
Pensieri fucsia di cui non vorrei più tingermi ma ogni tanto scivola un po’ di vernice su qualche avanzo di cuore e vedo ancora lui, persona speciale ed unica, quasi colpevole di avermi amato.
Pensieri rossi di passione come brace ardente. Pulsione erotica che mi scorre nelle vene e che non so frenare. Penso alle volte che mi ha travolta , alle volte in cui mi ha sradicata, alle volte in cui mi ha trascinata via come una bottiglia condotta dalla corrente marina. E quante volte mi son persa...
Pensieri grigi se penso a me da anziana. Non mi piace immaginarmi così, la mia fantasia non approda in questo caso ad esiti pregevoli.
Pensieri bianchi se penso all’ autenticità dei bimbi. Li adoro nei loro modi ingenui e al tempo stesso un po’ furbetti. E chissà come sarò da mamma. Io che sono così tanto “figlia” e che sarò sempre “la piccola” di casa.
Pensieri arancio di me sposa tra non molto. E sono tranquilla, straordinariamente. Mi stupisce il mio esserlo. E se penso che non sono agitata poi mi prende l’agitazione perché forse c’è qualcosa che non va in me.  Non ci penso.
Ed i pensieri si accavallano tra loro.
Si raccolgono e si separano, si incrociano e si slegano.
Senza equilibrio, senza armonia, senza ordine logico.

                            


E ciò che resta di questa calda sera d’agosto sono solo pensieri sciolti.  




Gocciadime.




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30 luglio 2008
Riguardo Me.
Mi volto. Non mi accade spesso. Ma a volte capita.
La mia mente solca i mari di un anno consumato tra le pagine virtuali.
30 LUGLIO 2007. Attirata come tanti dal Facile e Gratuito. Un Blog. Provo anche io.
Riguardo Me. Non avevo molto da scrivere. Ma avevo una gran voglia di stare un po’ con Me. Uno spazio mio. Mio e di nessun altro. Uno spazio dove agglomerare le sfaccettature e le contraddizioni di una ragazza come tante.
Riguardo quella Me. Una ragazza piena di sogni in lotta tra loro. Una ragazza con la consapevolezza di Essere.
Non una goccia in mezzo al mare ma tutto il mare in una goccia.
Eppure stranamente non piena di Sé, semmai piena di Se.
Mi volto ancora. Mi scappa un sorriso. Piccola ma con una maledetta brama di esser grande. E poi i giorni passano e grande ci divento per davvero.
Riguardo ancora Me. Stessi capelli lunghi, stessi occhietti un po’ spavaldi e un po’ sognanti, stesso sorriso. Eppure altre gocce hanno solcato il mio mare. Lacrime che hanno scavato rocce impenetrabili, colpi che hanno percosso un’anima smarrita, lame affilatissime che hanno trafitto statue di marmo. E riguardo Me. E sono ancora io. E sento ancora amaro il miele.
 

  
                                       
                             
                                    
                                                    




                                                Un anno di Blog. Un anno riguardo Me.





Gocciadime.



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4 luglio 2008
Flusso di Goccia.

Pagina bianca. Emozioni che si aggrovigliano. Vorrei scrivere e scrivere e scrivere. E poi vorrei leggere e leggere e leggere. Tutto. Pensieri che hanno attraversato le menti ed i cuori di voi al di là dello schermo come mi piace chiamare questa realtà virtuale di cui non avrei mai creduto di far parte. Invece ci sono anche io. Ci sono. Anche io. Io. Piccola goccia che a volte resta intrappolata. Ma poi scorre. Sempre scorre. Per forza scorre. Scrivere e scrivere e scrivere. Scrivere di tre mesi di lontananza da una scatola inanimata eppure tanto viva. Scrivere di tre mesi di battiti, di respiri, di vita. Scrivere di tre mesi che sono scorsi, andati, passati. Goccia che scorre. Scorre e va via. Scorre e rimane sempre. E ogni volta mi sembra di cambiare ma resto sempre la stessa. E mi piace. Maledettamente. Goccia triste, Goccia felice, Goccia strana. Sempre Io. 
 
E vorrei raccontare e raccontare e raccontare. Il matrimonio del mio amico splendido come un principe. E’ stato bello esserci anche se avrei voluto abbracciarlo e stringerlo forte mentre mi son sentita legata e non è da me. E poi il fiammifero dagli occhi verdi che ancora brucia e non si spegne nonostante io abbia allontanato con cura ogni oggetto facilmente infiammabile. E la mia amica che finalmente è felice e se lo merita totalmente e sono così contenta che salterei dalla gioia. Scrivere Descrivere Raccontare. Ma le emozioni non si raccontano. Non si descrivono. Si scrivono? E intanto Goccia scorre in questo flusso di pensieri senza meta, senza ordine, senza perché. 

                                                                                                                                           
                


                         E le emozioni non si possono tradurre. Si vivono. 




Gocciadime.
 


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permalink | inviato da gocciadime il 4/7/2008 alle 15:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (33) | Versione per la stampa
29 gennaio 2008
Nel vento.

C’è che a volte mi sembra di accarezzare il vento, alito impalpabile eppure tanto concreto. E mi perdo al centro del vortice. Immersa nei colori, nei rumori, nei sapori.

Resto in silenzio a farmi scompigliare i capelli. Mi piace quella sensazione violenta eppure tanto dolce. Carezza ruvida di chi nelle mani ha palesi segni del lavoro: solchi profondi ed amare spaccature con dentro il prezzo della vita. La sento inseguire il mio profilo, esplorare la mia pelle di seta, scorrere senza incertezze. Senza ostacoli.



                          
                                                  * Talk to wind by wasted photo *


E sto lì.

Nel vento.

Smarrita eppure mai tanto ritrovata.

E sto bene.




Gocciadime.



permalink | inviato da gocciadime il 29/1/2008 alle 21:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (54) | Versione per la stampa
9 gennaio 2008
Quando tutte le parole sai che non ti bastano

                      
                           


                       Ma questa volta nessun trucco mi sgocciola dal cuore. 

             Perchè non bastano rossetti fucsia di me nè ombretti verdi di te.

                                         Nessun Trucco.



Gocciadime.


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permalink | inviato da gocciadime il 9/1/2008 alle 12:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (46) | Versione per la stampa
23 dicembre 2007
ANCHE PER TE.

A te che aspetti il Natale per essere più buono, a te che non hai bisogno del Natale per sentirti più buono, a te che al Natale non ci credi più, a te che sei stressato per i regali, a te che ti ridurrai alla vigilia per quelli più importanti, a te che li hai comprati tutti già da un po’, a te che non li farai, a te che non li riceverai, a te che li metti tutti sotto l’Albero, a te che aspetti la Mezzanotte per scartarli, a te che qualcuno l’ hai già scartato, a te che resterai sorpreso per quell’ oggetto che non ti aspettavi, a te che resterai deluso per un biglietto non ricevuto, a te che attendi gli auguri di un amico speciale, a te che non sai se inviare quel messaggio che hai scritto nel cuore, a te che sei felice, a te che non hai voglia di chiederti come stai, a te che ti lasci trascinare dalla corrente ma non sai dove andrai.

A te alle prese con il pranzo di Natale, a te che mangerai e prenderai due chili, a te che ami il pandoro, a te che il panettone lo mangi solo senza canditi, a te che mangi solo cioccolata, a te che ti guardi allo specchio e non ti piaci, a te che ti trovi in forma più che mai, a te che uno specchio non ce l’hai.

A te che hai messo quel cd di canzoni natalizie e non riesci ad ascoltare altro, a te che starai con la famiglia, a te che una famiglia non ce l’hai , a te che avrai il turno di lavoro, a te che non hai un lavoro, a te che hai perso una persona cara in questi giorni, a te che rimandi al domani, a te che sbuffi quando sei nel traffico, a te che non suoni il clacson a chi non parte subito col verde, a te che anche questa notte hai pianto, a te che sorridi al mondo perché sei vivo, a te che rivesti di sogni la tua realtà, a te che spogli la realtà dai sogni, a te che non hai smesso un  attimo di crederci ...
  

                     

*    Buon Natale    *


Gocciadime.




permalink | inviato da gocciadime il 23/12/2007 alle 10:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (28) | Versione per la stampa
10 dicembre 2007
Via Don Luigi Sturzo, 2
Dei miei incontri in Via Don Luigi Sturzo ve ne ho parlato in uno dei miei primi post.
Ci vedevamo ogni lunedì, in un orario tranquillo. All’inizio ero un po’ tesa ed impaurita, ma riusciva sempre a mettermi a mio agio. Quell’ appartamento lussuoso al primo piano in poco tempo era diventato l’habitat naturale di un qualsiasi animale in libertà.
Così volevo essere: senza gabbie, catene o recinzioni.

Come da prassi mi sorrideva e accendeva lo stereo. Fu così anche l’ultima volta.
Le casse riproducevano una musica dolce che le mie orecchie non avevano mai ascoltato.
- E’ Ludovico Einaudi… lo conosci? - mi domanda.
- Certo -  mento spudoratamente.
E l’atmosfera intanto si preparava.
- Cosa hai fatto di bello durante la settimana? - mi chiede.
- Ma che t’importa, veniamo al sodo - pensavo dentro me.
Erano solo convenevoli, nessuno di noi ne aveva realmente bisogno.
- Sdraiati pure - mi dice. 
Ed io lo faccio quasi obbedendo ad una forza soprannaturale mentre intanto mi maledico per non avere afferrato la cornetta inventando una scusa per non essere lì in quell’ istante.

Il momento è arrivato lo so.
 Si avvicina. Sento il suo fiato sul mio, i suoi occhi mare sui miei castagna.
Afferra il suo duro arnese. Sono pronta. La mia bocca si prepara per riceverlo. E’ a due millimetri da me, ma si arresta. Mi guarda. Fa qualche passo indietro, apre un cassetto ed afferra una piccola confezione. Me la mostra.
- Tu lo usi, vero?
- Certo -  Sto mentendo, di nuovo. Se ne accorge.
- Sei sicura? - insiste.  
Io quasi balbetto… - no, cioè, è che io ... - La verità è che non l’avevo mai usato. Non seriamente, almeno.
- Devi usarlo, non sottovalutare la sua importanza… -  
- Sì, lo so lo so, sono un’ incosciente - ammetto - E’ che mi da un fastidio… -
- Prevenire è meglio che curare, lo sai bene. E poi ora li fanno aromatizzati in tanti gusti - rincara la dose. 
Arrossisco, come una bimba colta in flagrante mentre ruba una caramella.
- No, ti spiego, è che non ho neanche molta confidenza, non so bene come si usa… - Tento di giustificarmi .
Sorride. Ed abile e sapiente come un vecchio maestro mi spiega. Dolce, con calma. 

Sarà scontato come un vestito di due collezioni fa ma da quel giorno non riesco a farne a meno.
Lo uso sempre. Tutti i giorni. Almeno tre volte al giorno. Giuro.
Ma come ho fatto tutti questi anni senza il mio filo interdentale???
A proposito… il mio preferito è al gusto menta.



 (*vedi 
Via Don Luigi Sturzo  *)


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permalink | inviato da gocciadime il 10/12/2007 alle 9:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa
20 novembre 2007
Si racconta che...

...  Leonardo Da Vinci abbia impiegato più di 20 anni per completare il suo capolavoro L’Ultima Cena.

Il grande artista – infatti – era molto esigente soprattutto nella ricerca delle persone giuste da prendere come modelli.
Il modello che doveva rappresentare Gesù, ad esempio,  doveva riflettere purezza, nobiltà d’animo e i sentimenti più autentici e genuini. E dopo una lunga ricerca trovò un giovane con quelle caratteristiche.

 In seguito trovò gli altri 11 modelli per rappresentare gli apostoli e li dipinse.
Maggiori problemi si verificarono per trovare un modello che potesse rappresentare Giuda Iscariota; l ’artista cercava un uomo che mostrasse nel volto le rughe del tradimento, le impronte dell’inganno, i segni dell’avarizia.

Per questo motivo l’opera rimase incompiuta per lungo tempo.
 Un giorno gli parlarono di un terribile criminale che era stato catturato. Il maestro andò a vederlo e lo ritenne perfetto : era il Giuda che voleva per terminare la sua opera. Così lo ritrasse.

Alla fine dell’opera Leonardo – soddisfatto del risultato – mostrò al prigioniero l’opera.
Quando il modello vide l’opera, si mise in ginocchio piangendo.
Il maestro, sconvolto, gli chiese il perché di tale atteggiamento. Il prigioniero rispose Maestro non si ricorda di me? Sono quel giovane che 19 anni fa lei scelse per rappresentare Gesù in questo stesso dipinto.

Ciò che ci distingue nel tempo non è la bellezza fisica ma quella interiore.

E so che non ho scoperto nulla di nuovo ed è come aprire il rubinetto e vedere che ciò che ne esce è acqua calda. Ma in questo momento della mia vita, leggere quest’ aneddoto – leggenda o realtà poco importa – ha dato il via ad una serie di pensieri a reazioni a catena. Sconnessi tra loro.
Ma che importa?




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permalink | inviato da gocciadime il 20/11/2007 alle 22:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (25) | Versione per la stampa
15 settembre 2007
(A)mici si sposano.
 
Il matrimonio è come una trappola per topi; quelli che son dentro vorrebbero uscirne, e gli altri ci girano intorno per entrarvi .

Sono parole di Giovanni Verga e non sta certo a me dir se avesse torto o ragione. Del resto non è  questa la sede più appropriata per discuterne.

Oggi, invece, vorrei collaudare la partecipazione di questa bella 
blog comunità...                 

Questi qui sotto sono i miei splendidi (a)mici che stanno girando attorno a quella trappola da un po’ ed il prossimo giovedì ci entreranno con tutti gli stivali… ops… scarpe - quella era un’altra storia!! 

 
Ma veniamo a noi, che c’ entrate voi?

Adoro i matrimoni, ma l’ idea di stare solo seduta per tante ore attorno ad un tavolo a mangiare già mi fa sbadigliare…

Da voi vorrei qualche bella idea per movimentare la giornata, soprattutto al ristorante.
Avete presente quei bei scherzetti che si fanno agli sposi per rendere frizzante il loro giorno sobrio?
 
Qualcosa di simpatico ... non troppo cattivo… sapete, la vendetta è un piatto che si serve freddo e di qui all’anno prossimo ha tutto il tempo per refrigerarsi ed ammetto che ho paura!! 

E allora largo sfogo alla fantasia...

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permalink | inviato da gocciadime il 15/9/2007 alle 13:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (35) | Versione per la stampa
12 settembre 2007
Essere bit

Strane riflessioni mi sono rimbalzate in mente stamattina mentre gustavo il mio yogurtmagroconpezzialmelone. Nulla che riguardasse la sfera culinaria, sia chiaro.

Pensavo al meraviglioso universo virtuale, nel quale ho messo piede da pochissimo - anzi diciamo pure che ci sto ancora gattonando (proprio come i bambini che stanno scoprendo il mondo e tutto è nuovo e tutto è bello) .
La Rete… questa sconosciuta!!

Chiunque può entrare in Rete nascosto da uno pseudonimo. E lo so che non sto scoprendo nulla di nuovo, ma mi fa sempre un certo effetto pensare ad esempio che sotto lo splendido nick GIADA può esserci in realtà un Carletto, principe dei mostri. Oppure 10 persone danno vita al blog “unica identità” e tu credi di avere a che fare con un solo viso ed un solo cuore che batte .

Ma nella Rete tutto ciò non conta. Non c’è giorno, non c’è notte, non c’è alto né basso, grasso o magro. Non c’ è corpo, non c’è calligrafia.
C’ è solo il bit che viaggia, e che assume la forma che vogliamo.

Ma nonostante ciò lei , Signora Curiosità, si siede sempre accanto a me …
…chi c’è aldilà dello schermo? Uomo, donna? Capelli castani, biondi, neri?
Occhi accesi o spenti? Fumatore, fumatrice? Cosa ci sarà scritto nel suo cuore?

Proprio come una rete che avvolge io resto intrappolata…
Così, mentre navigo, mi ritrovo a volte con una trentina di Internet Explorer aperti ed ingarbugliati.
E come un pesce che si agita nelle reti dei pescatori ( quasi presagisse il suo destino di finire in padella) cerco qualche maglia rotta per poterne uscire fuori, ma… resto aggrovigliata.


Ed una domanda ora sorge spontanea: ma cosa ci avranno messo nello Yogurt?

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permalink | inviato da gocciadime il 12/9/2007 alle 16:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa
16 agosto 2007
Lo faccio perchè mi piace!!

Carissimi bloggers,
oggi ho scoperto una cosa importantissima... cioè non è che l'ho proprio scoperto oggi diciamo pure che  ne ho preso atto oggi. Prima pensavo di farlo per esigenza, dovere o altro. Ora ho capito: mi piace proprio farlo, al punto che lo faccio sempre, tutti i giorni, più volte al giorno...
Sto parlando della tendenza a voler fare duemiladuecentoquattordici cose insieme, nello stesso nanosecondo... ( e qui immagino un boato del tipo mavaffa goccia chissà che credevo!! )
A chiunque - credo - sarà capitato la mattina andando un po' di fretta di prendere un caffè mentre  si allacciano le scarpe o infilarsi gli slip mentre  si lavano i denti o abbottonarsi la camicia (facendo un disastro tra asole e bottoni) mentre ci si pettina. Nulla di strano in questi casi se si possono recuperare minuti preziosissimi che ci evitano di perdere bus sbarra treno sbarra aereo o che ci permettono di arrivare puntuali al primo colloquio della vita o che ci fanno essere presenti all' appello di un esame in cui chic'èc'èchinonc'èsiattaccaaltrametiraforteforte .
Ma cosa dire quando tutto ciò non si limita alle suddette situazioni di emergenza ma si estende a tutte le ore del giorno compreso quando hai tanto tempo del tipo devi uscire alle 9.00 ed inizi a prepararti alle 7.30? Inizio pian pianino tanto ho tempo e poi mi ritrovo a scrivere sms sotto la doccia, a preparare colazione mentre sistemo la stanza, vestirmi e far sciacqui col colluttorio, pettinarmi e riempire la mia borsa stile mary poppins... E che dire di quando ritiro i panni dalla lavatrice, con una mano spazzolo i denti per benino e con l'altra passo lo straccio a terra? RIsultato? macchie di dentifricio schiumoso sui vestiti appena lavati e megascivolone  mancato con conseguente caduta del bucato sul pavimento... lavatrice da rifare! Sì lo so che  chi va piano va sano e va lontano e che la gatta per la fretta ha fatto i figli ciechi & company.
E' che a volte pur avendo tempo non vorrei sprecare neanche un secondo. In fondo 24 ore sono un po' pochine... Non è che si potrebbero allungare un po' le giornate di qualche oretta? 25 o 26 ore già sembrano darti più respiro... facciamo 27 và, che è anche il mio numero preferito...
Dalla regìa mi dicono che non è possibile... Va beh troviamo un accordo: 24 ore va bene per tutta quella storia del viaggio che compie la terra intorno al sole... ma almeno avere una terza mano???




permalink | inviato da gocciadime il 16/8/2007 alle 11:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
4 agosto 2007
L'ironia della sorte
La vita ha uno strano modo di prenderti alle spalle
Quando pensi che tutto sia a posto
e che tutto stia andando per il meglio ...

Sono i buoni consigli che non hai ascoltato,
Sono le cose che volevi fare domani,
Sono le bassissime percentuali di rischio
che però ci sono ma
chissenefreganoncapiteràproprioame.


Chi l' avrebbe mai detto che i conti a volte tornano...


E' un temporale improvviso durante la giornata al mare che sognavi,
E' un incidente di percorso su quella via che non ti è mai piaciuta,
E' un giorno allegro e spensierato  passato a sognare
 e progettare un domani che sai non ci sarà.


E' una grazia ricevuta con due minuti di ritardo nel braccio della morte
Ironia della sorte... non trovi?
 




permalink | inviato da gocciadime il 4/8/2007 alle 11:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
2 agosto 2007
Gocce di me [qualche anno fa]
Lo chiamavo Caffèalvetro per la sua abitudine: passava tutti i giorni -più volte al giorno- al bar dove lavoravo, sotto casa sua. Entrava bello come il sole ma bello bello bello del tipo *alto *moro *fisico ok *sorriso ammiccante *sguardo profondo e facendo l' occhiolino ordinava "un caffè al vetro, grazie". E' triste e banale come la birra senz' alcol ammettere che è bastato poco per perdermi. Ma perdermi nel senso più lato del termine. Fidanzatissima da anni mi sentivo una fanciulla alle prime armi, incapace di controllare le mie pulsioni. Lo vedevo e diventavo signorina-oca-tuttisorrisi che a tratti si divertiva ad indossare i panni della femme fatale .  E ci ho preso gusto. Lo guardavo dritto negli occhi sostenendo il suo sguardo intenso...  e quegli sguardi facilmente si tramutarono in frasi a doppio senso, poi sempre più esplicite e poi sempre di più... più... Insomma avete presente una biglia su un piano inclinato?? Inizia la sua discesa piano piano e poi rotola rotola rotola. Non si ferma. Inevitabile. Quella sera mi ritrovai nel suo buco di appartamento e le nostre anime s' intrecciarono all'infinito. Gomitoli senza capi. Me senza capo.




permalink | inviato da gocciadime il 2/8/2007 alle 21:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
30 luglio 2007
Gocce di Me
Partiamo da ME: due lettere racchiudono la mia complessità, le mie grandezze, le mie fragilità... ME fatta di sogni, gioie,amori. E di paure, ansie,illusioni.
ME in eterno dissidio tra osare e pensare,  creare e disfare.
PLAY REC REWIND no noooo RESET! (in un secondo di me).
ME nelle mie contraddizioni, nel mio sentire amaro il miele e veder brillare il buio nella notte.
ME. o più semplicemente: io.



permalink | inviato da gocciadime il 30/7/2007 alle 19:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
30 luglio 2007
Prima goccia
Non   una goccia in mezzo al mare   ma    tutto il mare in una goccia.  SEMPRE.



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Gocciadime.ilcannocchiale.it
è nato il 30 Luglio 2007

***

Non sono e non sarò mai
una donna addomesticabile
(Alda Merini)

***

*DISCLAIMER*

Il presente blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità e non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 07/03/2001. Alcune immagini pubblicate su Gocciadime.ilcannocchiale.it sono state reperite sul Web e i diritti
d' autore appartengono ai rispettivi proprietari. Chiunque ritenesse danneggiati i propri diritti può contattarmi e chiederne la rimozione.
 Contattatemi al seguente indirizzo
 carelesswhisper@alice.it

***

Se  riesci a non perdere la testa,
quando tutti intorno a te la perdono e ti mettono sotto accusa;

Se riesci ad aver fiducia in te stesso, quando tutti dubitano di te,
ma a tenere nel giusto conto il loro dubitare;

Se riesci ad aspettare, senza stancarti di aspettare,
o, essendo calunniato, a non rispondere con calunnie
o, essendo odiato, a non abbandonarti all’odio
pur non mostrandoti ne troppo buono ne parlando troppo da saggio;

Se riesci a sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;
Se riesci a pensare, senza fare dei pensieri il tuo fine;
Se riesci, incontrando il Successo e la Sconfitta
a trattare questi due impostori allo stesso modo;

Se riesci a sopportare di sentire le verità che tu hai dette,
distorte da furfanti che ne fanno trappole per sciocchi,
o vedere le cose per le quali tu hai dato la vita, distrutte
e umilmente, ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;

Se riesci a fare un sol fagotto delle tue vittorie,
e rischiarle in un sol colpo a testa e croce,
e perdere, e ricominciare daccapo
senza dire mai una parola su quello che hai perduto;

Se riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi
a sorreggerti, anche dopo molto tempo che non te li senti più,
ed a resistere quando ormai in te non c’è più niente,
tranne la tua volontà che ripete …resisti;

Se riesci a parlare con la canaglia senza perdere la tua onestà,
o a passeggiare con il re senza perdere il senso comune;

Se tanto amici che nemici non possono ferirti;
Se tutti gli uomini per te contano, ma nessuno troppo;
Se riesci a colmare l’inesorabile minuto,
con un momento fatto di sessanta secondi;

Tu hai la terra e tutto ciò che è in essa e quel che più conta…
 …SARAI UN UOMO… figlio mio!

Rudyard Kipling




IL CANNOCCHIALE