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Gocciadime
Intrecci di Pensieri e Parole
24 agosto 2009
Quando tutte le parole sai che non ti servon più.
 
Succede. Succede che d’un tratto le parole cessano di rappresentare la tua arma contro il mondo.
E’ successo anche a me, contro ogni mia aspettativa. Mi sentivo forte ed invincibile nascosta dietro questo muro fucsia di pensieri e parole. E poi cos’è successo? Pensieri troppo confusi non ce l’hanno fatta più ad aggrovigliarsi alle mie parole. Son caduti.

Ma ci sono ancora io. Sempre la stessa. E ciò mi spaventa.
E c’è ancora lei, la mia amica di sempre. Ma non è più la stessa. E mi spaventa di più.

Mi dice Ale, la tua piccola non c’è più… non ho più un sogno, non potrò più offrirti giornate spensierate. Accettami così. Amando si può.
Ed io invece di darle forza mi sento male all’idea. Che forza lei ne ha da vendere. Che tra le due io son sempre stata la più fragile.
Mi dice Ale tu hai tutto, hai una vita fatta di piccole e semplici cose. Non lamentarti, saresti un’ingrata.
Ed io mi sento irriconoscente, perché dentro me le cose sono sempre grandi e complesse. E non sono mai cambiate. Ed io non riesco ad essere migliore.
Io. Sempre Io. Sempre la stessa.

E le parole a volte - proprio no - non servono.



Gocciadime.



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24 novembre 2008
Goccia ingarbugliata

Stavo quasi per mollare. Credevo di dover rinunciare ormai a questa finestra virtuale maledettamente fucsia. Mi stavo arrendendo, lo ammetto.
Ma non ho mai mollato la presa troppo facilmente. Mai.
Sarà che oggi avevo un bisogno urgente di scrivere perchè ho dentro un malessere che non riesco ad afferrare e per miracolo riesco a postare, dopo tanto.
Ed inizio a perdermi in pensieri e parole come al mio solito. Succede che a volte non riesco a stabilire una linea di confine tra ciò che dico, scrivo o penso. Non ci riesco.
Nel blog come nella vita, del resto. E sarà questo alla base dei miei continui e confusi stati d'animo che assumono forme e colori diversi , ma poi fondamentalmente rimangono gli stessi. 
E mi son già trovata in questa situazione altre mille volte, con altri mille volti. Ma l'esperienza mi deride, si prende gioco di me. Non faccio mai tesoro degli "errori" perchè forse non li ho mai considerati realmente tali. 
Risulto abbastanza confusa e mi spiace tornare dopo tanto e non riuscire ad esternare meglio i miei ingarbugliamenti interni. Forse ho solo paura di trovare il bandolo della matassa. 

Gocciadime.
 




permalink | inviato da gocciadime il 24/11/2008 alle 13:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (48) | Versione per la stampa
25 settembre 2008
Sì, lo voglio.

  

 

Cerco di tastare lo schermo     

per mandarvi un grande abbraccio...


A tutti Voi.

                                                               *Grazie del calore*

Torno ad aggiornare a metà ottobre.


Gocciadime.

                                                                                                          




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12 settembre 2008
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Conosci il mio respiro.

Sai che può infonderti calore in un minuto e gelarti in un secondo.

Ma tu non hai paura.
O forse un po’ ne hai ma corri il rischio.

Perché con me ogni giorno è un’altalena e tu lo sai.

E se mi spingi un po’ ti chiederò di continuare per ore.
E se mi spingi piano vorrò che spingi forte, con determinazione.
E se mi spingi forte vorrò che spingi piano, con dolcezza.

Perché il sole piove sempre dentro me.
E tu non puoi comprendere il mio ossimorico dubbio.




 
Sarà pioggia asciutta ad innaffiarti o raggi bagnati a riscaldarti?






Gocciadime.




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25 agosto 2008
Di getto.
Credi di conoscermi, vero? Ti sbagli.
Dovresti toccare con le dita il corpo nudo dei miei pensieri, stringerli con forza e sentire che forma hanno i miei sogni. Avresti solo una vaga idea dell’infinitamente intraducibile che c’è in me. Saresti avvolto da un alone di smarrimento mescolato a confusione e sgomento.
Tu che sei abituato a dare un nome a tutto ciò che ti circonda, non sei ancora stanco delle etichette? Butta via quell’ odioso pennarello indelebile.
Credi che tutto sia classificabile per ordine, numero e genere. Una come me. Mi spiace ma non rientro in nessuna graduatoria. Non esiste una come me. Ti è sfuggito qualcosa? Te lo spiego io: ognuno è unico nel suo genere ed è irripetibile. Come me. Ma che ne sai di me? Non conosci neanche un millesimo di me. Sai come ho agito ieri, ma non provare ad avere la presunzione di sapere come agirò domani. Cambiare è sinonimo di crescita. Eppure sei abile a sparare sentenze, come un giudice frustrato da chissà quali carenze. Come me. Pronta a farsi in quattro per gli altri? Come me. Audace e determinata eppure tanto insicura e bisognosa di calore umano? Come me. Folle e saggia al contempo e in egual misura? Provi invidia, dì la verità… Tu che la follia non sai neppure cosa sia. Tu che le tue giornate scorrono uguali e monotone scandite solo dal battito di un orologio. Questa è la Vita, non è un ‘equazione algebrica. Non esistono solo norme e regole, non è detto che sia sempre tutto rigorosamente calcolato. Spiacente, ti hanno informato male. Qui due più due non fa sempre quattro, qui gli imprevisti sono imprevedibili, qui le opinioni sono opinabili. Cos’è non ti sta bene? Senti la terra sotto i piedi che trema? Sei turbato? Rilassati.
Ma tu sei rinchiuso in una torre di polistirolo, non te ne rendi conto. Quanto hai impiegato a costruirla? Tutta la tua infanzia? Una vita intera? Chi ti ha insegnato a vedere solo il bianco o solo il nero? Non sai quante sfumature che ti sei perso e quante ancora ne perderai . E smettila di dire “TU non hai capito”. Prova a dire “IO non mi sono spiegato bene”.
Non pensare che le tue idee sono le uniche legittime. Ma tu sei così certo di essere integerrimo… a te non è concesso sbagliare? Bene, ti insegno una cosa che nella tua torre di polistirolo non è mai arrivata : sbagliando s’impara. Non fa parte dei precetti che ti hanno inculcato?
Ora ascolta, distruggi la tua torre… forse sei ancora in tempo… Vuoi provare con il fuoco? Non sai quant’è bello sentire il calore che divampa… non avere più alcun controllo… solo brividi che ti percorrono la schiena ed oltrepassano la pelle. Lo senti? Senti il caldo che inonda? Fa ancora freddo lì dentro? Cosa c’è? Sei scettico ed incredulo nel tuo non provare nulla. Nessun tremito, nessun sussulto, nessun brivido. Te lo spiego io cosa c’è. Non puoi uscire di là. Il polistirolo è ignifugo.




                           



                             Come la tua anima, non s’accenderà .



Gocciadime.



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14 agosto 2008
Sera d’agosto e pensieri.
Pensieri sciolti in questa sera d’agosto.
Provo a dare loro un ordine logico. Li estrapolo con cura dal mio encefalo, li assesto, li organizzo. Provo ad inseguirli ma sono abili a dileguarsi. Si ribellano, si attorcigliano, si disperdono. Fallisco. E li rincorro così.
Spettinati e disordinati. Raggianti e amareggiati. Colorati e stinti.
Pensieri blu serenità se penso alla mia dolce amica e vorrei fosse qui vicino per poterle ripetere “te l’avevo detto di non smettere di crederci”.
Pensieri fucsia di cui non vorrei più tingermi ma ogni tanto scivola un po’ di vernice su qualche avanzo di cuore e vedo ancora lui, persona speciale ed unica, quasi colpevole di avermi amato.
Pensieri rossi di passione come brace ardente. Pulsione erotica che mi scorre nelle vene e che non so frenare. Penso alle volte che mi ha travolta , alle volte in cui mi ha sradicata, alle volte in cui mi ha trascinata via come una bottiglia condotta dalla corrente marina. E quante volte mi son persa...
Pensieri grigi se penso a me da anziana. Non mi piace immaginarmi così, la mia fantasia non approda in questo caso ad esiti pregevoli.
Pensieri bianchi se penso all’ autenticità dei bimbi. Li adoro nei loro modi ingenui e al tempo stesso un po’ furbetti. E chissà come sarò da mamma. Io che sono così tanto “figlia” e che sarò sempre “la piccola” di casa.
Pensieri arancio di me sposa tra non molto. E sono tranquilla, straordinariamente. Mi stupisce il mio esserlo. E se penso che non sono agitata poi mi prende l’agitazione perché forse c’è qualcosa che non va in me.  Non ci penso.
Ed i pensieri si accavallano tra loro.
Si raccolgono e si separano, si incrociano e si slegano.
Senza equilibrio, senza armonia, senza ordine logico.

                            


E ciò che resta di questa calda sera d’agosto sono solo pensieri sciolti.  




Gocciadime.




permalink | inviato da gocciadime il 14/8/2008 alle 23:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (46) | Versione per la stampa
30 luglio 2008
Riguardo Me.
Mi volto. Non mi accade spesso. Ma a volte capita.
La mia mente solca i mari di un anno consumato tra le pagine virtuali.
30 LUGLIO 2007. Attirata come tanti dal Facile e Gratuito. Un Blog. Provo anche io.
Riguardo Me. Non avevo molto da scrivere. Ma avevo una gran voglia di stare un po’ con Me. Uno spazio mio. Mio e di nessun altro. Uno spazio dove agglomerare le sfaccettature e le contraddizioni di una ragazza come tante.
Riguardo quella Me. Una ragazza piena di sogni in lotta tra loro. Una ragazza con la consapevolezza di Essere.
Non una goccia in mezzo al mare ma tutto il mare in una goccia.
Eppure stranamente non piena di Sé, semmai piena di Se.
Mi volto ancora. Mi scappa un sorriso. Piccola ma con una maledetta brama di esser grande. E poi i giorni passano e grande ci divento per davvero.
Riguardo ancora Me. Stessi capelli lunghi, stessi occhietti un po’ spavaldi e un po’ sognanti, stesso sorriso. Eppure altre gocce hanno solcato il mio mare. Lacrime che hanno scavato rocce impenetrabili, colpi che hanno percosso un’anima smarrita, lame affilatissime che hanno trafitto statue di marmo. E riguardo Me. E sono ancora io. E sento ancora amaro il miele.
 

  
                                       
                             
                                    
                                                    




                                                Un anno di Blog. Un anno riguardo Me.





Gocciadime.



permalink | inviato da gocciadime il 30/7/2008 alle 23:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (39) | Versione per la stampa
18 luglio 2008
Mi cerco
 

Mi cerco

Nel mio corpo
Mentre seguo il profilo morbido dei fianchi
Osservo.

Mi cerco

Nella mia anima
Mentre le parlo sottovoce ed ascolto i miei pensieri stanchi
Bisbiglio.

Mi cerco

Nei jeans a bassa vita
Nelle gonne troppo corte
Nei capelli tra le dita
Nel buio intenso della notte
Quando sto col naso all’insù e conto le stelle


                                                               Non ho mai smesso.


Mi cerco

Nelle mie grandi borse
In un’oscura stanza chiusa
Nelle passeggiate e nelle corse
Tra i panni sparsi alla rinfusa


Mi cerco

Nelle copertine dei cd
Nelle pagine dei libri
Nei testi delle canzoni
Negli occhi degli attori

Mi cerco

Nella donna che sbaglia
Nella fiamma ardente del fuoco
Nel sorriso che abbaglia
Nelle regole infrante del gioco
Quando sento mille brividi accarezzarmi la pelle





                                                                Non ho ancora smesso.




Mi cerco

In una faccia buffa allo specchio
In una lacrima di gioia o tristezza
In uno stereo spento e vecchio
In una ruvida carezza


Mi cerco



Mi cerco



Mi cerco 


                                   





                                                                       Non smetterò.







Gocciadime.




permalink | inviato da gocciadime il 18/7/2008 alle 22:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa
4 luglio 2008
Flusso di Goccia.

Pagina bianca. Emozioni che si aggrovigliano. Vorrei scrivere e scrivere e scrivere. E poi vorrei leggere e leggere e leggere. Tutto. Pensieri che hanno attraversato le menti ed i cuori di voi al di là dello schermo come mi piace chiamare questa realtà virtuale di cui non avrei mai creduto di far parte. Invece ci sono anche io. Ci sono. Anche io. Io. Piccola goccia che a volte resta intrappolata. Ma poi scorre. Sempre scorre. Per forza scorre. Scrivere e scrivere e scrivere. Scrivere di tre mesi di lontananza da una scatola inanimata eppure tanto viva. Scrivere di tre mesi di battiti, di respiri, di vita. Scrivere di tre mesi che sono scorsi, andati, passati. Goccia che scorre. Scorre e va via. Scorre e rimane sempre. E ogni volta mi sembra di cambiare ma resto sempre la stessa. E mi piace. Maledettamente. Goccia triste, Goccia felice, Goccia strana. Sempre Io. 
 
E vorrei raccontare e raccontare e raccontare. Il matrimonio del mio amico splendido come un principe. E’ stato bello esserci anche se avrei voluto abbracciarlo e stringerlo forte mentre mi son sentita legata e non è da me. E poi il fiammifero dagli occhi verdi che ancora brucia e non si spegne nonostante io abbia allontanato con cura ogni oggetto facilmente infiammabile. E la mia amica che finalmente è felice e se lo merita totalmente e sono così contenta che salterei dalla gioia. Scrivere Descrivere Raccontare. Ma le emozioni non si raccontano. Non si descrivono. Si scrivono? E intanto Goccia scorre in questo flusso di pensieri senza meta, senza ordine, senza perché. 

                                                                                                                                           
                


                         E le emozioni non si possono tradurre. Si vivono. 




Gocciadime.
 


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permalink | inviato da gocciadime il 4/7/2008 alle 15:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (33) | Versione per la stampa
29 giugno 2008
Goccia a Goccia #3
 Goccia ci sei?

… Ci sono.

Sei tornata per restare?

Ma io non sono mai andata via.

Sì, invece!!!

Ti sbagli…

Ma se non ti ha vista né sentito nessuno??

… Non credo.

Che vuoi dire???

Una persona speciale non ha bisogno che del cuore per sentire. 




                               * A tutte le persone speciali al di là dello schermo * 

                                                                  GRAZIE



Gocciadime.



permalink | inviato da gocciadime il 29/6/2008 alle 18:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa
1 aprile 2008
Uniti Dentro.



Io e Lui.

Lui non è il mio Lui
Lui non è neanche l’Altro.
Lui è Lui.
Sempre stato Lui.
Sempre presente.

Io e Lui
Che dire Amici è sempre stato stretto
Che dire Innamorati calzava un po’ grande.

Io e Lui
Che le parole a volte erano d’impiccio
Che i silenzi erano loquaci più di mille parole.

Io e Lui
Che scrivevamo romanzi con i nostri pensieri liquidi
Che star seduti era un massacro e consumavamo le suole in giro per la città. 


Io 
Con la mia vita e il mio fidanzato 
Lui 
Con la sua vita e la sua fidanzata.


Lui
Che mi faceva il solletico tra la gente
Io
Che non resistevo e mi piegavo in due cadendo a terra.

Lui
Che mi dava morsi  "perché così ti rimane il segno e mi pensi per un pò "
Io
Che non riuscivo ad avercela con Lui neanche quando il livido restava per mesi.

Lui
Che a volte spariva e poi tornava con uno sfacciato "ma che fine hai fatto? "
Io
Che allibivo ma poi era così bello risentirlo. 



                                                                                    Io e Lui  

                         
che la gente un po’ insinuava ed un po’ invidiava.


E poi…



Io
che la vita scorre sempre uguale
Lui
che lavora fuori.

Io
che "quando mi sposo ci vieni? "
Lui
che si lascia con la fidanzata storica.

Io
che mi laureo
Lui
che cambia città. 

                                                                                      Io e Lui 

                                                                            che ci perdiamo. 




                                                                 Anni di silenzio.




Io
Che un giorno gli scrivo “Mi sposo. A settembre. Ci vieni?”
Lui
Che la sua unica risposta fu Stung… svenuto… E con chi?” 





                                                                                Mesi di silenzio.





Lui
Che un giorno mi scrive Mi sposo. A maggio. Ci vieni?”
Io
Che scrivo "Certo " ma la mia risposta legittima sarebbe dovuta essere “E con chi?” 




                                                                 Io e Lui 


                                                          Che risentirci oggi è stato troppo bello 
                                                          Che non ci perdiamo mai in fondo 
                                                          Che Uniti Dentro non era una bugia.




























 Gocciadime.




permalink | inviato da gocciadime il 1/4/2008 alle 14:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (89) | Versione per la stampa
14 marzo 2008
Favole? No, grazie.
Non smettere mai di credere ai sogni ti scrivevo. Credi in te ti urlavo.
Dolce Uomo, sono entrata nel tuo cuore con la prepotenza del mio incontenibile sorriso.
Sempre pronto a percepire ogni mio repentino mutamento d’umore, volevi leggermi l’anima ed io te l’ho permesso. Ignara del pericolo che stavo per correre. Una vocina me lo sussurrava non all’orecchio ma al cuore Ti brucerai... Forse hai già il tuo cielo ma rimani sempre una Piccola Stella. Perché forse va davvero così nella vita: ci si avvicina sempre un poco al fuoco anche se freddo non hai, perché non sai resistere a quel tepore che scalda pian pianino il corpo, il cuore e l’ anima. Mi scaldo solo un po’ le manine mi ripetevo cercando quasi di convincermi. Bugie.
Ora lo so. Ora che tu mi chiedi esistono davvero le favole? Ed io non riesco più a dirti credici, fallo sempre, fino in fondo. Ora che il fuoco mi ha bruciato un lembo di cuore ed io non ho alcuna intenzione di riprenderla indietro perché quei colori non saranno più gli stessi. Resterò sempre la tua Fucsia, ma non ci sarà mai quel Noi che per un lungo interminabile attimo abbiamo creduto potesse essere. E adesso piangi ancora le tue lacrime. Piangile tutte adesso. Domani è un nuovo giorno e non dovrà sorprenderti con gli occhi gonfi. E non dirmi più Sei speciale. Non pensarlo.
Ma non vedi? Guardami bene: non sono Biancaneve, sono la Strega cattiva.
Non senti? Ascoltami attentamente: le mie parole non sono dolce melodia ma aridi lamenti.
Non capisci? Le favole esistono e finiscono tutte con E vissero felici e contenti, ma nessuno ci racconta come continuano.
Artefice della Fine. Nessun rimorso, nessun rimpianto.
Piccola Stella ha il suo cielo. Luminoso più che mai. Non è il Principe dei miei Sogni, ma l’Uomo della mia Realtà. Perché non voglio più leggere Favole per un bel po’.



                                                                                                                                                            
                        





 Gocciadime.



permalink | inviato da gocciadime il 14/3/2008 alle 23:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (50) | Versione per la stampa
6 marzo 2008
Nothing.
Mani sulla tastiera e dita che si rincorrono.
Son più veloci loro - stavolta - dei miei pensieri.
Mente sopita.
Offuscata.
Come stai? Mi chiedono.
Bene. Rispondo.
Assurda verità.
Tutto intorno a me ora ha i contorni un po’ sfumati.
C’è poca luce dentro.
Cos’è successo?
Niente.
Cerco un interruttore.
Annaspo. Non lo trovo.
Non sopporto la penombra.
Come potrei?
Io che non conosco mezze misure, io che amo sempre i due opposti e con la stessa intensità, io che amo il sole che mi abbraccia con i suoi raggi ed il buio della notte che mi permette brillare.
Sempre io.
Io che a volte è meglio il niente al poco.
O tutto o niente o bianco o nero o sempre o basta .
Perché la mediocrità non la tollero.
Ma...
Quante volte chi si accontenta gode.
Quante volte la mia vita si è tinta di fucsia.
Quante volte ogni tanto fa bene.
Cos’è successo?
Ancora niente.
Nothing.
E allora cerco ancora l’interruttore.
Questa volta lo trovo.
Ed un fascio di luce prepotentemente mi inonda mente e cuore.
Si accende un neon fluorescente ad intermittenza. E’ una scritta ma non riesco a decifrarla.
Respiro affannosa con l’ansia di un bambino che non sa leggere ed ha fretta d’imparare.
Mi avvicino. Ormai non ho paura. 

                       


Ma è sempre il solito niente. 



Gocciadime.




permalink | inviato da gocciadime il 6/3/2008 alle 18:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (49) | Versione per la stampa
18 febbraio 2008
Pietre e parole.
Pietre calde
fredde parole.

Mi aggrappo con vigore e con fatica 
a quella ruvida ed asciutta nuvola.
La sento impaziente sotto le dita,
la afferro avida e poi adagio scivola. 

Chiare ombre
tetro sole. 





 



Sole chiaro
ombre tetre. 


Sento ancora trasparente l’armonia
che ha la voce di conchiglia.
E’ la stessa disarmante melodia
che senza sosta amore bisbiglia.

Pietre fredde
calde parole.



Gocciadime.

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permalink | inviato da gocciadime il 18/2/2008 alle 22:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (42) | Versione per la stampa
6 febbraio 2008
Ciao, Maè !|
 

Alcune cose le vivo e sembra che mi siano state cucite su misura.

Abile sarto il destino o chi per lui. Con stoffa preziosa dai colori sgargianti mi ha fasciato un mini vestito che mette in risalto le mie curve. Niente fantasie strane… Sono semplicemente i panni della Maestra. Meravigliosamente maestra. Per la prima volta. 
( I blogger più attenti hanno già letto di questa novità ).
Maestra - dicevo - felicissima di essere dall’ altra parte della cattedra.

Dopo la trepidazione che mi accompagnava durante il primo appello altalenante di “Presente” e “Assente” dai toni monocromi, alcuni  bambini si sono avvicinati con fare timido ed incerto. Sorrisi. Quanti anni hai? Diciannove? Mi chiede la bambina meno timida. Ehm… qualcuno in più. Venti? No. 25.

Eh? Uh! Oh! 25??? Ripetono sbalorditi e quasi scandalizzati facendomi sentire d’un tratto vecchia e al tempo stesso tanto piccola. Ed il ghiaccio si era rotto facilmente. Altro che rotto… PUUUM ! Spaccato in mille pezzi.
Facile passare all’ incantevole Ciao, Maè del giorno dopo. Ciao, Maè?!
Ma non si usa più il pavido ed impacciato Buongiorno Signora Maestra! ?
 


                      





Eh sì: cambiano i tempi, cambiano le mode, cambiano i giochi.
I bambini di oggi hanno tanti stimoli, sono molto acuti, giocano alla Play Station. 
Ma lo sguardo che si colora per ogni cosa nuova ancora c’è.
Ed è stupendo veder nascere lo stupore sui loro visi, vedere le piccole bocche spalancarsi  e credere che questo no, non cambierà.


Gocciadime.


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29 gennaio 2008
Nel vento.

C’è che a volte mi sembra di accarezzare il vento, alito impalpabile eppure tanto concreto. E mi perdo al centro del vortice. Immersa nei colori, nei rumori, nei sapori.

Resto in silenzio a farmi scompigliare i capelli. Mi piace quella sensazione violenta eppure tanto dolce. Carezza ruvida di chi nelle mani ha palesi segni del lavoro: solchi profondi ed amare spaccature con dentro il prezzo della vita. La sento inseguire il mio profilo, esplorare la mia pelle di seta, scorrere senza incertezze. Senza ostacoli.



                          
                                                  * Talk to wind by wasted photo *


E sto lì.

Nel vento.

Smarrita eppure mai tanto ritrovata.

E sto bene.




Gocciadime.



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15 gennaio 2008
Testa o Croce

Prenditi il tuo tempo  mi dicono
Non ho tutto questo tempo  penso


Ed intanto faccio il Testa o Croce
Scrivo / Non Scrivo
Testa Scrivo /  Non scrivo Croce



Uno                      
              Due                  
                               Tre                  



Respiro                  

                     Lancio                      

                                        Croce                    


Scrivo lo stesso.



Ci sei?
Scorrono veloci diciassette secondi.
Sono qui, ti aspettavo.


E sai anche cosa mi sfiora la mente,
conosci il suono che intoneranno le mie parole,
masticandole come solo io posso far così velocemente.
Ed il cuore non la smette con le sue capriole:
un passo avanti e due piroette all’indietro.
Te lo dico sottovoce ed il petto vibra e trema dolcemente. 




             





 
Non permettere a lacrime e pioggia di sporcare ancora il vetro.
Non smettere mai di brillare ed ipnotizzare il sole. 


Gocciadime.




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14 gennaio 2008
Anche la luna si domanderà quanto ci costa aver scelto di vivere un sogno a metà.


Penso a te.

Ho preparato un Cd di canzoni per te…
Davvero? Che bello… Che canzoni?
Un po’ miste… ma ascolta bene la prima… parla proprio di noi…
Indovina come l’ho chiamato?
Ehm… Cd misto? Varie? Canzoni per te?
No. L’ho chiamato Fucsia. Come te.

Stupore.
Sorriso.
Abbraccio.

Sei l’unico che mi chiama così.
Ed io l’adoro.
Ma adoro tutto di te.

Inserisco il Cd.

L’ascolto una, due, tre volte…
Ancora…

Immaginando l’amore che vuoi troppo distante da quello che hai
In una scatola piena di sogni ti addormenterai.

Sarai nascosto tra mille ricordi e non ti vedrò.
Non posso vederti.
Non ancora.
Non più. 



       
    
 Anche la luna



 si domanderà



 quanto ci costa 



  aver scelto



  di vivere 



  un sogno 



   a
metà
.
    

     
 

  


...E penso alla mia scatola di sogni. 

        
Se aprirla o chiuderla. 
Se svuotarla o riempirla.
Se buttare un sogno per viverne un altro.



Gocciadime.


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permalink | inviato da gocciadime il 14/1/2008 alle 12:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (37) | Versione per la stampa
9 gennaio 2008
Quando tutte le parole sai che non ti bastano

                      
                           


                       Ma questa volta nessun trucco mi sgocciola dal cuore. 

             Perchè non bastano rossetti fucsia di me nè ombretti verdi di te.

                                         Nessun Trucco.



Gocciadime.


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permalink | inviato da gocciadime il 9/1/2008 alle 12:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (46) | Versione per la stampa
3 gennaio 2008
Goccia incatenata.

Incatenata per la prima volta da quando questo blog ha vita e sinceramente lusingata mi lascio legare affabilmente da questa catena virtuale.

Che bello, sono un tantino emozionata…
Allora, vediamo… che fare?
Ecco…

Queste le regole da seguire:
1. Partecipare solo se si è stati nominati;
2. Lasciare un link al post originario inglese;
3. Inserire nel post il logo del Thinking blog award;
4. Indicare i 5 blog che hanno la capacità di farti pensare.

Vorrei dire…
Nessun problema a rispettare i primi 3 punti… Roba da ragazzi…

1. Mi ha nominata la dolce
Cobalto , con una motivazione molto bella tanto che devo a lei il mio sottotitolo.
2. Per il link al post originario inglese
cliccate qui … A che servirà? Boh!
3. Ed ecco il logo...
                                         



Ma veniamo al problema vero… il punto numero 4.
Leggendo in un primo momento non mi sembrava così tragica la cosa…

Mi sono subito venuti alla mente almeno 3 blog che hanno la capacità di farmi pensare, anzi molto di più… e poi subito mi sono venuti in mente altri 3… poi un altro… altri e 2… solo un altro… no, pure quell’altro però!

Insomma… una vera sciagura dover indicare solo 5 blog!

Sono sincera nel dirlo. Basti anche vedere i miei numerosi links.
E molti ancora ne aggiungerò, perché da ognuno di voi traggo continui spunti di riflessione.

In alcuni rileggo esattamente me stessa,
in alcuni trovo persone totalmente differenti,
in altri leggo la me che mi piacerebbe essere,
in altri scopro la me che non vorrei mai essere,
alcuni mi fanno ridere a crepapelle,
altri semplicemente sorridere,
qualcuno mi fa scendere qualche calda lacrimuccia.
Di qualcuno mi colpisce il modo impeccabile di scrivere,
di altri il modo bizzarro,
di qualcuno anche gli errori ortografici,
di altri la grafica,
di alcuni i contenuti interessanti,
di tanti i contenuti enigmatici che suscitano emozioni,
 di altri ancora le immagini o la poesia,
di altri la costanza nell’aggiornare,
l’ironia di alcuni,
le varie sfaccettature di un’unica persona.

Nessuno mi lascia indifferente.

Mi sto dilungando tanto.
Ci tengo a precisare… non è richiesto tutto ciò nella Catena, sono io che abbondo.

Arrivo al 4 punto... il più importante… ci provo.

1.
Spada : tanti petali diversamente colorati di uno stesso fiore.
2.
Chota: dà assuefazione più di una Marlboro rossa, con le sue parole sussurrate dalla sua pelle. 
3.
Pollon: continua ricerca di sé, nonostante piccoli e grandi guai.
4.
Little Moon: meravigliosamente se stessa, molto simile a me stessa.
5.
Heaven: uno sguardo aperto sul mondo, a 360 °.

Ecco… ho fatto una bella cernita… ma quanta fatica.
Fuori catena non posso non citare
Nennaprinc, Broken, Casamia, Uomodellastrada …   ok, meglio smetterla ok...  fate prima a guardare la colonna laterale destra.

So che ad alcune delle 5 persone da me nominate non piace lasciarsi segnare i polsi da alcun tipo di catene. 


                              Ma vi ho nel cuore e non potevo non nominarvi... 



                                                               



                                           

   
... perché alcune catene legano con amore mente e cuore.



Gocciadime.


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permalink | inviato da gocciadime il 3/1/2008 alle 22:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (39) | Versione per la stampa
29 dicembre 2007
Si può arginare il mare?
Testa tra le mani e gomiti sulle ginocchia accese il suo cellulare rosa antico.
Si illuminò di una soffice luce azzurra. Sorridi e la vita ti sorride fu il messaggio di benvenuto che comparse prepotentemente sul display. Sorrise. Ma questa volta la vita non sembrò risponderle all’ istante.

E chiuse a chiave gli occhi come un cassetto segreto. Occhi che avevano imprigionato ogni istante di lui. Ogni sorriso, ogni sguardo, ogni abbraccio.
Travolta da un fiammifero dagli occhi verdi, provava a resistere. Lottava. Ma era come arginare il mare. Strinse forte il suo pensiero tra le dita, e sentì il suo respiro caldo riecheggiarle tra le vertebre.
Puoi sbucciarmi il cuore quanto vuoi, strato dopo strato, ma non spaventarti se colano  sorrisi e sangue asciutto se solo lui mi sfiora la mente e mi accarezza il cuore. Pensava.

Ma lui - il suo lui - non può capire.  Non riesce a leggerle dentro. Ci prova.  La guarda, la scruta. E’ sempre lei. La ragazzina che ha conosciuto tanti anni fa. Sempre lei. Eppure tanto diversa. Acqua che scorre sempre nello stesso verso e  che appare sempre la stessa ma se ci pensi un attimo sai bene che mentre la osservi è già scorsa via.


            


Ed intanto il freddo scendeva. Anestetico naturale. Gelava le arterie ma non il cuore.
E pianse. Pianse come non aveva fatto ancora, con la voce rotta che riproduceva un lamento intraducibile. Pianse perché aveva fallito. Perché arginare il mare non si può. Perché le onde a volte non si lasciano cavalcare. Nascono, s’increspano e muoiono.

Ed incominciò a sentire forte dentro sè  questo mal di (a)mare.



Gocciadime. 





                                Auguro a tutti voi un 2008 speciale.
                          Ricco di amore, di serenità, di pace interiore. 
             



permalink | inviato da gocciadime il 29/12/2007 alle 16:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (37) | Versione per la stampa
23 dicembre 2007
ANCHE PER TE.

A te che aspetti il Natale per essere più buono, a te che non hai bisogno del Natale per sentirti più buono, a te che al Natale non ci credi più, a te che sei stressato per i regali, a te che ti ridurrai alla vigilia per quelli più importanti, a te che li hai comprati tutti già da un po’, a te che non li farai, a te che non li riceverai, a te che li metti tutti sotto l’Albero, a te che aspetti la Mezzanotte per scartarli, a te che qualcuno l’ hai già scartato, a te che resterai sorpreso per quell’ oggetto che non ti aspettavi, a te che resterai deluso per un biglietto non ricevuto, a te che attendi gli auguri di un amico speciale, a te che non sai se inviare quel messaggio che hai scritto nel cuore, a te che sei felice, a te che non hai voglia di chiederti come stai, a te che ti lasci trascinare dalla corrente ma non sai dove andrai.

A te alle prese con il pranzo di Natale, a te che mangerai e prenderai due chili, a te che ami il pandoro, a te che il panettone lo mangi solo senza canditi, a te che mangi solo cioccolata, a te che ti guardi allo specchio e non ti piaci, a te che ti trovi in forma più che mai, a te che uno specchio non ce l’hai.

A te che hai messo quel cd di canzoni natalizie e non riesci ad ascoltare altro, a te che starai con la famiglia, a te che una famiglia non ce l’hai , a te che avrai il turno di lavoro, a te che non hai un lavoro, a te che hai perso una persona cara in questi giorni, a te che rimandi al domani, a te che sbuffi quando sei nel traffico, a te che non suoni il clacson a chi non parte subito col verde, a te che anche questa notte hai pianto, a te che sorridi al mondo perché sei vivo, a te che rivesti di sogni la tua realtà, a te che spogli la realtà dai sogni, a te che non hai smesso un  attimo di crederci ...
  

                     

*    Buon Natale    *


Gocciadime.




permalink | inviato da gocciadime il 23/12/2007 alle 10:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (28) | Versione per la stampa
18 dicembre 2007
Soffi di un istante.

Parole ordinate e vuote giocano al massacro con pensieri sparsi centrifugati.
Li sento intrecciarsi, scorrermi dentro, accartocciarsi come foglie d’autunno.
Resto immobile eppure corro su di loro.  Sento che scricchiolano. 
Il silenzio muore.


Mi perdo nuotando nell’ aria di carta e tastiera mentre candele quasi spente da un vento impalpabile come il respiro di un angelo mi illuminano mani e viso, ma non riscaldano pelle e nervi .
Nervi che suonano una melodia di note stordite ed indolenzite. Pelle traforata da mille piccoli aculei. Li sento pungere, bucarmi. Non sono sopra  la pelle. Li sento trapassare, trivellarmi. Sono sotto  la pelle. 



Ed intanto mi sporco di stelle e deliri, di favole e magie ma il mio cuore gonfio non smette di mescolare la realtà ai sogni. Perché i domani sono sempre pieni di ieri. Ma oggi no. Oggi non ce la faccio. Oggi voglio nascondermi nel giardino di corallo in cui né squali né delfini possono raggiungermi. Oggi voglio catturare solo soffi che durano un istante. 





                 
                


Gocciadime.  


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permalink | inviato da gocciadime il 18/12/2007 alle 13:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (44) | Versione per la stampa
12 dicembre 2007
Noi due.

       Parole intrappolate in grappoli di pensieri.           
Le sento attraversarmi l’anima.


Come un polipo entra facilmente in una gabbia e poi non riesce più a uscirne, tu sei entrata nel mio umile cuore.

Me l’ha scritto lui.

Ma io devo uscire. Non posso continuare ad agitare i miei tentacoli ed adagiarmi sulle pareti del suo caldo cuore. Resto, invece.
Si sta troppo bene lì ed io ci affogo dolcemente. 

  


                  


    Noi due.

Biglie che rotolano maledettamente su un incantevole piano inclinato.


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permalink | inviato da gocciadime il 12/12/2007 alle 17:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (51) | Versione per la stampa
10 dicembre 2007
Via Don Luigi Sturzo, 2
Dei miei incontri in Via Don Luigi Sturzo ve ne ho parlato in uno dei miei primi post.
Ci vedevamo ogni lunedì, in un orario tranquillo. All’inizio ero un po’ tesa ed impaurita, ma riusciva sempre a mettermi a mio agio. Quell’ appartamento lussuoso al primo piano in poco tempo era diventato l’habitat naturale di un qualsiasi animale in libertà.
Così volevo essere: senza gabbie, catene o recinzioni.

Come da prassi mi sorrideva e accendeva lo stereo. Fu così anche l’ultima volta.
Le casse riproducevano una musica dolce che le mie orecchie non avevano mai ascoltato.
- E’ Ludovico Einaudi… lo conosci? - mi domanda.
- Certo -  mento spudoratamente.
E l’atmosfera intanto si preparava.
- Cosa hai fatto di bello durante la settimana? - mi chiede.
- Ma che t’importa, veniamo al sodo - pensavo dentro me.
Erano solo convenevoli, nessuno di noi ne aveva realmente bisogno.
- Sdraiati pure - mi dice. 
Ed io lo faccio quasi obbedendo ad una forza soprannaturale mentre intanto mi maledico per non avere afferrato la cornetta inventando una scusa per non essere lì in quell’ istante.

Il momento è arrivato lo so.
 Si avvicina. Sento il suo fiato sul mio, i suoi occhi mare sui miei castagna.
Afferra il suo duro arnese. Sono pronta. La mia bocca si prepara per riceverlo. E’ a due millimetri da me, ma si arresta. Mi guarda. Fa qualche passo indietro, apre un cassetto ed afferra una piccola confezione. Me la mostra.
- Tu lo usi, vero?
- Certo -  Sto mentendo, di nuovo. Se ne accorge.
- Sei sicura? - insiste.  
Io quasi balbetto… - no, cioè, è che io ... - La verità è che non l’avevo mai usato. Non seriamente, almeno.
- Devi usarlo, non sottovalutare la sua importanza… -  
- Sì, lo so lo so, sono un’ incosciente - ammetto - E’ che mi da un fastidio… -
- Prevenire è meglio che curare, lo sai bene. E poi ora li fanno aromatizzati in tanti gusti - rincara la dose. 
Arrossisco, come una bimba colta in flagrante mentre ruba una caramella.
- No, ti spiego, è che non ho neanche molta confidenza, non so bene come si usa… - Tento di giustificarmi .
Sorride. Ed abile e sapiente come un vecchio maestro mi spiega. Dolce, con calma. 

Sarà scontato come un vestito di due collezioni fa ma da quel giorno non riesco a farne a meno.
Lo uso sempre. Tutti i giorni. Almeno tre volte al giorno. Giuro.
Ma come ho fatto tutti questi anni senza il mio filo interdentale???
A proposito… il mio preferito è al gusto menta.



 (*vedi 
Via Don Luigi Sturzo  *)


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permalink | inviato da gocciadime il 10/12/2007 alle 9:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa
4 dicembre 2007
Riesci a sentirmi?

Mi vedi? Sono io, quella che non si accontenta. Quella sempre in bilico tra i miei vorrei ma non posso e potrei ma non voglio. Quella a cui dai 10 e vorrebbe 11. Quella che non è mai sazia del tramonto e delle aurore.

E mentre cerco lune riflesse nel pozzo ogni tanto mi sporgo troppo giù. Guardo. Nel profondo. Sento l’eco dei miei sogni. Sono il canto delle sirene per un Ulisse legato con corde sterili di ovatta. Quasi le afferro. E la temperatura è dolce.




                             


Eccomi, sono io. Sono qui. Mordimi l’ anima, falla a brandelli, mastica il buono e il cattivo, assaporane l’ essenza, gusta con ogni papilla l’ agrodolce che è in me. Ingoia forza d'animo e sputa fuori le apparenze. Sono qui. Sminuzza le ipocrisie, frantuma i falsi miti, sbriciola le arroganze.

Non ti basta? Allora bevi pure dai miei occhi, lecca il vapore che esala la mia pelle, annusa l’ odore tra le gambe, ascolta le vibrazioni che produce il mio spirito, percepisci i soffi vitali che raggiungono in un secondo ogni tuo capillare. Li avverti, vero?

Succhia ciò che scorre nelle vene. È un liquido caldo. Bolle. Intenso. Sta’ zitto… goditi il retrogusto acre delle mie gocce dolci come miele e amare come fiele. Respira le mie fibrillazioni.

Cosa c’è? Sei stravolto? Prendi fiato se ne hai bisogno, e poi immergiti nuovamente nei miei aliti di contraddizioni. Sono armi che tagliano solo se non sai usarle.

Riesci a sentirmi?


Gocciadime




permalink | inviato da gocciadime il 4/12/2007 alle 12:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (38) | Versione per la stampa
1 dicembre 2007
Gocce d'autore
 

I desideri stavano strappandomi l'anima.


Potevo viverli, ma non ci son riuscito.


Allora li ho incantati.


E a uno a uno li ho lasciati dietro di me...


Ho disarmato l'infelicità.


Ho sfilato via la mia vita dai miei desideri.


Se tu potessi risalire il mio cammino,


li troveresti uno dopo l'altro,


incantati, immobili, fermati lì per sempre a segnare la rotta


di questo viaggio strano che


a nessuno mai ho raccontato se non a te.



 ( A. Baricco
)


***

Ogni riferimento NON è puramente casuale.


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permalink | inviato da gocciadime il 1/12/2007 alle 11:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (24) | Versione per la stampa
29 novembre 2007
Goccia cade.

       Il bello e il brutto del gioco

è scoprire che

a cadere

basta

  poco




Gocciadime




permalink | inviato da gocciadime il 29/11/2007 alle 10:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (36) | Versione per la stampa
27 novembre 2007
Benvenuto

   



... perchè il miracolo della vita si rinnova ... 

 




permalink | inviato da gocciadime il 27/11/2007 alle 14:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa
25 novembre 2007
*
   
   Anima nuda

                        galleggia nei sospiri



 Cuore che suda 

                           e più non ha respiri.




Gocciadime



permalink | inviato da gocciadime il 25/11/2007 alle 12:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (34) | Versione per la stampa
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Curiosità
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Gocciadime.ilcannocchiale.it
è nato il 30 Luglio 2007

***

Non sono e non sarò mai
una donna addomesticabile
(Alda Merini)

***

*DISCLAIMER*

Il presente blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità e non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 07/03/2001. Alcune immagini pubblicate su Gocciadime.ilcannocchiale.it sono state reperite sul Web e i diritti
d' autore appartengono ai rispettivi proprietari. Chiunque ritenesse danneggiati i propri diritti può contattarmi e chiederne la rimozione.
 Contattatemi al seguente indirizzo
 carelesswhisper@alice.it

***

Se  riesci a non perdere la testa,
quando tutti intorno a te la perdono e ti mettono sotto accusa;

Se riesci ad aver fiducia in te stesso, quando tutti dubitano di te,
ma a tenere nel giusto conto il loro dubitare;

Se riesci ad aspettare, senza stancarti di aspettare,
o, essendo calunniato, a non rispondere con calunnie
o, essendo odiato, a non abbandonarti all’odio
pur non mostrandoti ne troppo buono ne parlando troppo da saggio;

Se riesci a sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;
Se riesci a pensare, senza fare dei pensieri il tuo fine;
Se riesci, incontrando il Successo e la Sconfitta
a trattare questi due impostori allo stesso modo;

Se riesci a sopportare di sentire le verità che tu hai dette,
distorte da furfanti che ne fanno trappole per sciocchi,
o vedere le cose per le quali tu hai dato la vita, distrutte
e umilmente, ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;

Se riesci a fare un sol fagotto delle tue vittorie,
e rischiarle in un sol colpo a testa e croce,
e perdere, e ricominciare daccapo
senza dire mai una parola su quello che hai perduto;

Se riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi
a sorreggerti, anche dopo molto tempo che non te li senti più,
ed a resistere quando ormai in te non c’è più niente,
tranne la tua volontà che ripete …resisti;

Se riesci a parlare con la canaglia senza perdere la tua onestà,
o a passeggiare con il re senza perdere il senso comune;

Se tanto amici che nemici non possono ferirti;
Se tutti gli uomini per te contano, ma nessuno troppo;
Se riesci a colmare l’inesorabile minuto,
con un momento fatto di sessanta secondi;

Tu hai la terra e tutto ciò che è in essa e quel che più conta…
 …SARAI UN UOMO… figlio mio!

Rudyard Kipling




IL CANNOCCHIALE